All’altro capo del guinzaglio

16/02/2011 § Leave a comment

Sto studiando. Sto studiando i cani perchè mi interessano. Mi piacciono. Mi danno serenità e vorrei ricambiare cercando di comprenderli il più possibile. Loro illuminano la vita mentre noi , spesso, li facciamo vivere nel buoio e nell’incompresione. Non c’è scambio e questa cosa deve finire. Li studio per comprenderli e amarli al meglio. Frequenterò anche un corso , vi darò maggiori info poi, per poter avere un insegnante esperto che mi aiuti in questo mio percorso.

Dopo aver letto un pò di libri su come fare in modo che il cane non tiri, su come farlo giocare eccetera , sono passata a libri un pò più profondi che cercano di darti indicazioni sulla complessa mente del cane. Complessa per noi. Perchè noi siamo umani e spesso diamo per scontato cose che sono basilari e semplici per la vita di un cane. Noi siamo umani e quello che piace a noi spesso non piace a loro. Quello che va bene per noi spesso per loro è un male. Il primo libro è stato “Come pensa il tuo cane“. Bellissimo ,educativo, utile, pieno di cose che non sapevo sui cani. La scrittrice ci ha anche messo tutto l’amore che prova per il suo cane e infatti nelle ultime pagine ho pianto a dirotto.

All’altro capo del guinzaglio” è un libro con meno informazioni scientifiche e curiosità ma con tanti, tanti consigli pratici su come parlare e comportasi con un cane. Soprattutto con cani  grandi. E’ un libro fantastico che mi ha insegnato davvero molte cose.

In uno degli ultimi capitoli parlava di un argomento un pò particolare… ossia che spesso ci si ritrova a dover dar via un cane… a volte per il suo bene a volte perchè siamo degli imbecilli… lei non ha detto così ma io lo penso … alcuni esseri umani sono degli imbecille cronici, degli egoisti senza confini che si credono migliori degli animali e per questo non hanno rispetto per loro. Spero che un giorno la ruota giri anche per loro e che paghino ogni male causato agli animali.

Mi sento di dare dei consigli ai volontari o ai padroni che responsabilmente danno via il cane perchè davvero pensano possa essere più felice in un altro luogo. A volte ci sono persone sincere che preferiscono che il loro cuore si spezzi e piangono per giorni ma sanno che  il loro amico potrebbe essere più felice altrove. A volte ci sono padroni che quando il loro amico sta per partire decidono di cambiare la loro vita pur di tenerlo con se. A volte esistono i miracoli. Ecco i consigli che, in parte ho appreso dal capito di cui vi parlavo, e in parte ho pensato…

1) Se date via un cane, non fatelo mai gratuitamente. Se una persona non può permettersi di pagare un cane non può neanche permettersi di prendersene cura. Se invece se lo può permettere, ma non è disposta a pagare, significa che il cane non è molto importante per lui/lei. e quindi non lo merita.

2)Selezionate sempre le richieste a telefono, con molta attenzione e visitate la casa dove andrà il cane cewrcando di soffermarvi a parlare con il futuro proprietario … se state attenti a tutto e fate le domande giuste guardando negli occhi e guardandovi intorno riuscirete a capire se il cane sarà felice in quell’ambiente.

3) Io sono contraria a dare via un cane senza farlo incontrare con i futuri proprietari una,  due volte se possibile. Questo è importante soprattutto se in casa ci sono altri cani . In questo caso è bene che i cani si incontrino.

4) Da qui nasce il problema delle staffette. Io non sono proprio contraria alle staffette . Se il cane è molto lontano e il futuro prorietario ha  problemi a muoversi per andarlo a prendere e i volontari hanno; fatto tutti i controlli,valutato che la persona è motivata all’adozione ,che il cane è adatto alla persona e non ci sono altri  animali  in casa può essere possibile portargli il cane a domicilio. Ma non gratuitamente. Se è impossibilitato ad andare a prendere il cane ed è veramente sincero deve pagare almeno le spese del viaggio  e, nel caso, anche  i costi della persona che affronta il viaggio.

5) Se il cane non è di razza o è anziano non è detto che meriti un trattamento diverso da un cane giovane e di razza. Anche se il prezzo sarà inferiore  è giusto pagare anche per loro.

Quando mia mamma ha adottato il suo amato Carlito, meticcio, aveva un anno, le hanno portato il cane a casa perchè era uno stallo e da Milano, citta in cui vivo, l’ho supplicata di aiutarlo perchè altrimenti lo rimettevano in strada… Lei vive a Napoli e Carlito era a Napoli. Non abbiamo voluto soldi per le spese veterinarie (non aveva nemmeno i vaccini e aveva un infezione in corso) . Ho detto alla volontaria di usare quei soldi per altri cani bisognosi. Quando mia mamma ha deciso di adottarlo, due giorni dopo, ho fatto una donazione all’associazione  e appena posso cerco da donargli qualche euro. Carlito è  davvero felice e mia mamma lo adora …. ha scoperto cosa vuol dire avere un figlio peloso. Dice che è il suo quarto figlio. Una donna che non ha mai voluto animali in casa. Questo, per me, sua figlia,amante degli animali, non ha prezzo.

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